Django Unchained

Alessandro Palazzo                             Paolo De Marchi

titolo originale: Django Unchained

di Quentin Tarantino con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington – Western – 165 min – USA 2013

TRAILER

1) 1858. Stati Uniti del Sud, qualche anno prima dello scoppio della guerra civile. Il cacciatore di taglie di origine tedesca, ed ex dentista, King Schultz è alla ricerca dei fratelli Brittle per riscuotere. Per scovarli, libera Django, uno schiavo nero venduto a dei mercanti; costui è infatti l’unico che sappia riconoscerli. In cambio, Schultz promette a Django la libertà e il suo aiuto nel ritrovamento della moglie Broomhilda, anch’essa venduta a un qualche negriero. I due stringono un profondo legame di amicizia e, dopo aver brutalmente ucciso i fratelli Brittle, progettano un piano per liberare Broomhilda, venduta a Calvin Candie, il più ricco e crudele latifondista in circolazione. Ma non tutto andrà come previsto… Tarantino sceglie il western (una mescolanza tra quello classico americano e lo spaghetti western italiano) per raccontare un tema delicato, toccante, del quale gli americani sempre si sono sentiti in colpa. “Prende” la storia e la trasforma, la proietta, la riscrive, la sperimenta, ci ride sopra (indimenticabile la discussione sull’efficienza dei cappucci bianchi utilizzati dal Ku Klux Klan). Ebbene, ancora una volta l’ex-videotecaro di Los Angeles stupisce e abbaglia proprio per questa sua straordinaria capacità di raccontare per raccontare, di creare ed ammirare il cinema allo stesso tempo. In questo modo, gli attori entrano splendidamente nella parte (su tutti Christoph Waltz, indubbiamente da Oscar, ma anche un ottimo DiCaprio nella parte del malvagio Candie). Abbondano le citazioni di qualsiasi tipo, inneggianti o dissacranti che siano. I dialoghi sono squisitamente tarantiniani, lunghissimi ma mai banali. La musica (Ennio Morricone) sostiene alla perfezione la sceneggiatura. Nota spiacevole: come sempre i suoi film non mancano di una buona dose di violenza, il che li rendono assolutamente sconsigliati ai deboli di stomaco. Maneggiare con cautela.(Alessandro Palazzo)


 

 

Violenza
Tensione
Umorismo
Dialoghi
Volgari
Nudità
Sesso esplicito
Comportam.
diseducativi
Possibilità
discussione
Età consigliata

 

2) 1858. Un cacciatore di taglie tedesco libera uno schiavo nero perché lo aiuti a catturare alcuni fuorilegge: in cambio gli promette di aiutarlo a sua volta a liberare la moglie, che vive schiava nella piantagione di un cinico e crudele magnate. La trama, così sinteticamente esposta, non lascia minimamente immaginare la ricchezza straordinaria del film: due ore e tre quarti di puro cinema, che filano via senza che quasi ce ne si accorga, e in cui lo spettatore passa, senza soluzioni di continuità, dall’emozione all’angoscia, dalla tensione al sorriso, dall’indignazione all’orrore, affascinato da un modo di raccontare fluido e scorrevole, da una fantasia sfrenata che dà luogo a invenzioni visive originalissime, da dialoghi intelligenti e ironici, da attori superbi. E su tutto domina una spietata condanna degli orrori del razzismo, condanna che si esprime peraltro, non di rado, attraverso tali e tanti eccessi di violenza da rendere il film adatto soltanto a chi abbia uno stomaco davvero forte. (Paolo De Marchi)

 

 

Violenza
Tensione
Umorismo
Dialoghi
Volgari
Nudità
Sesso esplicito
Comportam.
diseducativi
Possibilità
discussione
Età consigliata

violenza **** tensione *** umorismo ** dialoghi volgari *** nudità/sesso esplicito - comportamenti diseducativi **** possibilità discussione ** età consigliata >16 VOTO 8

violenza **** tensione ** umorismo * dialoghi volgari * nudità/sesso esplicito - comportamenti diseducativi ** possibilità discussione ** età consigliata >18 VOTO 7.5 VOTO 7,5